Sono finita nel circolo sportivo cha da due anni a questa parte accoglie il miootium estivo, tra le sponde mitiche di Scilla e Cariddi, al seguito di un amico che mi invitava ad assistere alla sua prima lezione di wind-surf. C’è voluto poco per comprendere le ragioni reali della sua richiesta: homo mediterraneus ed ex fidanzato di lungo corso, era troppo abituato ai servigi offerti da una legittima consorte, per poter fare a meno di una facente funzione di fidanzata che ne attendesse, paziente, il ritorno dal mare. Novella Penelope, in più di un’occasione, ne ho custodito telo da spiaggia, occhiali da sole, telefonino e quant’altro mentre scorrazzava beato tra le acque. Non è stato un grosso sacrificio − semmai una cortesia degna di quello che sembra essere il mio epiteto, più che il mio cognome − perché io, che tutto sono meno che una Penelope, nel frattempo in quella comunità marinara mi ero stupendamente ambientata.
Mi piacciono i surfisti, mi sono subito piaciuti. Si dirà, che l’epifania di corpi atletici da ammirare, sia il motivo di cotanta ammirazione. Ma non è solo quello (del resto tra neofiti e principianti, il Fidia dell’anatomia umana deve ancora passare lo scalpello). Piuttosto, da pseudo-intellettuale tutta sigarette e niente bicipiti, credo di non aver nulla a che spartire con i surfisti solo apparentemente. Sono degli individualisti loro, un po’ come me, che ogni giorno prendo la bici da sola (ovvero, senza organizzarmi con qualcuno “per andare a mare”) e mi dirigo verso i ben noti lidi, incurante di chi troverò o no in spiaggia. Ma anche il loro − come il mio, che nonostante tutto, ho sempre avuto amato condividere − è unindividualismo comunitario. Se è vero com’è vero, che sulla tavola si sta da soli, non lo si è mai del tutto. Inviolabili regole − o sacre moire − impongono ai più esperti di aiutare gli altri a migliorare: qui non regna la competizione fine a se stessa, ma si ammira e si contribuisce a creare l’altrui valore. Soprattutto, ilwind-surf − come stile di vita, non mero gesto atletico − sembra non avere un senso, senza una comunità di provenienza e approdo. Intellettuale tutta sigarette e niente bicipite, mentre li osservo e sto in mezzo a loro, non posso fare a meno di pensare, che proprio l’individualismo comunitario e l’amore per il mare, hanno fatto la Magna Grecia. E me li ritrovo tutti lì, davanti agli occhi, gli archetipi omerici: c’è quello che prima di iniziare la battaglia, pondera accuratamente la situazione; il giovane incurante pronto a ogni sfida; il non più tanto giovane, che alla forza sostituisce la perizia; persino le donne Amazzoni, che cavalcano le tavole con ardore. E poi sì, i surfisti sono anche filosofi: c’è una lezione universale, non solo una tecnica, nell’idea di domare le raffiche, abbandonandosi alla direzione che loro hanno deciso di prendere; come nell’attesa del vento giusto: che sia scirocco o grecale − e soprattutto che ci sia o no − dipende dalle condizioni climatiche e in buona sostanza dal Caso, dalla “Tuke fausta o infausta”( come direbbero gli antichi greci), quella forza misteriosa che dirige le nostre vite e alla quale è impossibile appellarsi.
Sì, i surfisti che ho incontrato in quest’angolo di Mediterraneo, altro non sono che i degni discendenti di coloro i quali civilizzarono per primi queste stesse sponde. E altro che circolo sportivo, a me sembra di stare in una colonia ellenica del VII secolo a.C., che poi − a pensarci bene − è esattamente dove sono, ma con ventotto secoli di ritardo: una post-colonia, post-litteram, da tramandare aiposteri, celebrandone virtù, ideologie e personaggi attraverso un post.
E la qui presente donna Sìcoola, con troppe cose da dire e pensare per sentirsi appaganta dal ruolo di novella Penelope e troppo femmina per interpretare quello di Amazzone delle Acque, sceglie per se stessa il ruolo di novella…Omera e vi canta, diva − o Pop Star di se stessa: perché ventotto secoli dopo, possiamo parlare a nome nostro senza offendere gli dei e peccare di hybris −della cortese Antonella la placida estate.
pubblicato la prima volta su palermo.bloggalo.it , il 9 settembre 2009
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