
No ai senza talento - logo - fonte: leiweb
No ai senza talento, è il nome di una campagna lanciata dal settimanale A il cui senso può essere riassunto dalle parole del direttore Maria Latella: ”Non ci stiamo al fatto che nello spettacolo come in altri settori, politica inclusa, il tuo talento non conta. Quello che conta è essere carina” .
Iniziativa encomiabile e persino coraggiosa di questi tempi. Così – oltre che a noi – devono averla pensata i lettori del giornale. A tal punto convinti della bontà del progetto da scagliare pesanti strali proprio ad indirizzo di A, colpevole di ospitare - tra le altre – una rubrica a cura di Chiara Ferragni, 24enne bionda fashion-victim e blogger (il suo sito – Theblondsalade.com – è un fenomeno del web).
Il giornale, non si tira indietro e nel numero in edicola questa settimana pubblica un resoconto dei commenti dei lettori (la Ferragni sarebbe solo una bella ragazza, dall’italiano improbabile ma piena di soldi, il cui unico talento è farsi fotografare con indosso vestiti costosissimi), accompagnato da un breve articolo in cui si illustrano le motivazioni che hanno indotto la rivista ad affidarle uno spazio (potete leggere tutto qui).

The Blonde Salade - testata -
A essere sinceri, la difesa d’ufficio presenta qualche elemento di debolezza: la laurea alla Bocconi, l’ha anche Sara Tommasi (soubrette di cui ci sfuggono i talenti, ma non il contenuto delle intercettazioni). Di per sé non vuol dir nulla, soprattutto se a essere messa in discussione non è la conoscenza dei codici (la Ferragni studia legge) ma la capacità di scrivere in italiano e di scrivere di moda (o di un argomento x in particolare).
Tuttavia, il giornale ha ragione: creare un’impresa dal nulla o far impresa di se stessi è un talento – paragonabile a quello di Paris Hilton o di Lauren Conrad – e non crediamo che le aziende che la scelgono come testimonial siano masochiste.
Ma soprattutto, dare spazio su un giornale a Chiara Ferragni non significa che tutte le ragazze (o i ragazzi) che amano la moda, sanno scrivere e gestiscono Blog siano vittime di questa scelta editoriale. Il web è portatore di democrazia e la democrazia non è solo la libertà di dire e scrivere ciò che si pensa (anche sulla Ferragni), ma soprattutto la possibilità di realizzare se stessi mettendo a frutto il proprio talento.
Volete una prova? Durante l’ultima settimana della moda milanese il Corriere della Sera (il più importante quotidiano d’Italia, edito – come A – da RCS), ha affidato la cronaca on line degli eventi a un gruppo di giovani blogger. Muniti di Smartphone e portatile hanno postato foto e articoli pressoché in diretta all’indirizzo milanomodalive.corriere.it.
Tra di loro, rigorosamente in ordine alfabetico, Demetra Dossi da Pigchic.con, Simona Melani da Thewordrobe.it ed Elena Schiavon da Fashionhall.org.

Pigchic il libro - copertina -
Come sono arrivate sul Corriere? Da sole. Demetra Dossi – classe 1989 – dopo il liceo si è iscritta alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università Statale di Milano. Nell’aprile del 2009 ha creato Pigchic, dove parla di moda, bellezza e lifestyle. A meno di un anno dalla creazione del blog è stata contattata dalla Rizzoli che le ha proposto di scrivere un libro. Il suo primo romanzo - Pigchic. La moda, l’amore, la sfiga - è uscito nelle librerie il 4 maggio 2011.
Simona Melani, invece, di anni ne ha 26. Siciliana – e blogger dal 2004 – è laureata in comunicazione internazionale e si sta specializzando in pubblicità. Non rassegnandosi all’idea che le sue fossero lauree “inutili” ha scritto una lettera aperta al Ministro

Simona Melani
Gelmini, che digitata a Palermo ha fatto il giro d’Italia via web. Si occupa di project management, comunicazione, web content e moda. Su The Wardrobe – il blog che ha fondato – parla di nuove tendenze non solo in fatto d’abbigliamento e accessori, ma anche di musica e tecnologie. Ha scritto per Glamour e Vogue.it. Collabora con Tr3nta, Ninja Marketing (dove parla di social media) e con Cooltip per cui dispensa consigli.
Infine, Elena Schiavon. Partita con Fashionhall, si è conquistata spazi e credibilità e ha scritto – oltre che per il Corriere – per Cosmopolitan.it. Ha curato il blog di Elena Mirò durante l’ultima edizione di Miss Italia e collabora – tra gli altri – con Tezenis, Pal Zileri e Fashionblabla. Di lei hanno parlato L’Espresso, Marie Claire e Donna Moderna, tanto per citarne alcuni.

Fashionhall - testata -
Insomma, se davvero la Ferragni non vi piace, nessuno vi vieta di gettare lo sguardo altrove. Non preoccupatevi delle altre fashion blogger: si difendono da sole. Se poi pensate di avere qualità buttatevi nella mischia e al di là dei commenti, scrivete e realizzate qualcosa di vostro. Magari se ne accorge anche la – peraltro onesta – redazione di A. Alla quale va comunque il merito di aver sollevato il polverone giusto, con una campagna che sottoscriviamo senza alcun dubbio.
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