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A Secret: Madonna è sempre la mamma (anche di Sex and the City)

25 ott

Oggi 17 anni fa (1994) usciva Bedtime Stories, sesto album in studio di Madonna, il disco – ricco di  atmosfere  glamour e sosfisticate – conclude la “fase sex” della carriera della Regina del Pop e avvia quella elegante e raffinata che comprende la raccolta di ballate Something to Remember e il film Evita.

Nella track list, alcuni pezzi storici: Take a Bow (in duetto con Babyface), che con 7 settimane di permanenza alla numero 1 della Billboard hot 100 è – ad oggi – il singolo di maggior successo di Madonna negli Stati Uniti; Human Nature (nel cui video tra una tutina di lattice e un’altra, potrete riconoscere Luca Tommassini); la title trak Bedtime Story, un pezzo dance decisamente poco convenzionale frutto di una collaborazione con Björk (con base musicale minimal e testi che descrivono un viaggio nel subconscio) e Secret.

E a proposito di “Stories” da raccontare e “Secret”, I’m gonna tell you qualcosa che forse molti di voi non sanno.

Collana Carrie

Nel video di Secret (un bellissimo bianco e nero tra le vie e i locali di Harlem che abbiamo postato sopra), quella che ha fatto già fatto tutto e l’ha fatto anche meglio, indossa – tra le altre – una catenina in oro con su scritto Madonna. Se le date hanno un senso e la prima serie di Sex and the City è del 1998, la madre di tutte le collanine con nome in stile Carrie (il feticcio più feticcio di Sex and the City che ci sia, a cui non rinunciano celebrietes – una su tutte Amy Winehouse – e donne normali che la ordinano on line), è Madonna.

Tanto per cambiare.

Il ritorno di X Factor

20 ott

X Factor 5 - I giudici - fonte http://xfactor.sky.it/

Qualche anno fa, ci siamo divertite moltissimo con le pagelle di XFactor3 del giorno dopo.

Ma il tempo passa, i programmi televisivi migrano dal servizio pubblico a Sky (e non solo) e i social media cambiano il modo in cui li guardiamo e li commentiamo.

L’unica cosa che resta è che a noi – figlie del Pop –  X Factor continua a piacere. Quindi, ecco a voi un breve report della prima puntata adattato ai tempi.

Tornano la Ventura e Morgan (con i capelli verdi), Elio è ancora al suo posto nel banco dei giudici e habemus pure una new entry: Arisa.

Sì, Arisa “c’è”. Ed è questo il primo giudizio, in un senso e nell’altro.

Sulla dipartita della Maionchi preferiamo non commentare: la x è quella ormai ex fidanzata che ti lascia spezzandoti il cuore.

La novità più rilevante della prima puntata – che dura solo un’ora – sta tutta nella produzione: provini di fronte al pubblico e incursioni nel backstage tra i parenti degli aspiranti concorrenti. Non solo un passaggio da Rai a Sky, ma un ritorno alla madre patria: lo script è assolutamente made in UK (confrontare per credere) ed è molto meglio così.

Pochi i talenti (a parte la 16enne che canta i Led Zeppelin) e un po’ troppo reality. Nel finale c’è anche il momento C’è posta per te, con protagoniste le sorelle Shakira/Bertè (ribattezzate così perché si vestono come la pop star sud americana ma si odiano come le sorelle calabresi a inizio carriera). Rimandate al secondo episodio in versione duetto, per aumentare la suspence e fidelizzare l’audience.

Molti i personaggi. Compreso il depresso di Mantova, che in loop da coazione a ripetere continua a dire di non voler cantare ma esprimere uno stato d’animo. Quale? – chiede la Ventura – poi lo guarda ed è evidente che la domanda è solo retorica. Ed è un’affermazione tautologica rendere noto che per il provino ha scelto un pezzo di Tenco. Dopo di lui, la Gemma del Sud della Romania: una rumena che vive a Bolzano e canta Paparazzi come Gemma del Sud.  Credevamo che Gemma fosse morta (mediaticamente parlando) e non credevamo ai vampiri. C’eravamo sbagliati, in almeno uno dei casi.

Poi arriva Jeremie Fiumefreddo (da Brescia). Il suo peggior nemico è il personaggio che prova a inventarsi, talmente overline (altro che border) da farsi dare del pazzo da Morgan..  e non c’è nient’altro da aggiungere. A parte il fatto che dopo un cazziatone generale passa lo stesso e meno male, perché – personaggio a parte – c’era piaciuto.

Ma il momento top della serata è Fiocco di Neve. Nome d’arte di tale Giorgia Mencioni , si fa chiamare così (come la capretta di Heidi) perché indossa sempre un fiocco, dice. E la neve? – chiede il Castoldi – per la domanda retorica numero due e prima ancora di aver assistito all’esibizione: una versione psyco-freak-manga di E. T. di Katie Parry.

Twitt di Francesco Facchinetti su Fiocco di Neve

Fiocco di Neve non passa il provino (ve l’aspettavate), ma sbanca Twitter (ve l’aspettavate). Piccola selezione di alcuni commenti inviati all’hashtag XF5:

-è valsa da sola l’abbonamento a SKY

-quando vi scriverò il tweet “oggi ho la stabilità emotiva della mamma di Fiocco di Neve” preoccupatevi!

-FIOCCO DI NEVE trend topic universale

-@alecattelan ti prego mettimi in contatto con Fiocco di neve

-Fiocco di Neve è la quarta Yavannah

Aggiornamento del day after:  alle ore 18,30 circa arrivano anche i commenti di Francesco Facchinetti

-#fioccodineve è la cosa più bella al mondo dopo la Mia famiglia

- Esco di casa vestito da #fioccodineve

A fine show, pensiamo che la musica probabilmente verrà dopo ma che questa sera – intanto – ci siamo divertiti, per un’ora. Com’è giusto che sia.

Informazioni di servizio: se non avere Sky e siete così poco geek da non avere neanche Twitter, su www.simonaventura.tv potrete seguire Malgioglio che segue XFactor dal divano di casa sua ed estorcere l’audio della puntata, oltre che i suoi lamenti.

Ma se non volete farvi del male (anche perché ogni tanto inquadrano una cosa che una volta era la faccia di Ivana Spagna) provate a fare qualche giretto sul web e a chiedere alle persone giuste. Se siete fortunati, potreste trovare lo streaming.

Perché la musica non batte più sul 2, ma su Sky e le infinite possibilità offerte da internet.

Jhon Lennon

9 ott

Jhon Lennon - 13 ott 1940/8 dic 1980 -

Stefano Benni non se n’è mai fatto una ragione. Al punto da scrivere in Spiriti (Feltrinelli, 2000):

-Ho una brutta notizia per te – dice – il tuo Dio se n’è andato. Vuoi sapere perché?- […]
-Il tuo Dio era stufo di voi uomini. Ormai aveva un’unica consolazione. I Beatles.
-I Beatles nel senso di John Ringo Paul eccetera?
-Proprio così. Li ascoltava dalla mattina alla sera, davanti al camino. I suoi amici, angeli e diavoli, scuotevano la testa. Poi ci fu l’omicidio di John Lennon. Ricordi la data?
-Circa vent’anni fa.
-Otto dicembre millenovecentottanta. Quel giorno Dio disse: “Adesso basta, questo mondo sta andando a rotoli, è stato un cattivo investimento, me ne vado.” Fece le valigie, ci mise dentro i suoi dischi e sparì.”

Se fosse ancora vivo, oggi Jhon avrebbe compiuto 71 anni.

Ma era un’artista, la sua musica e le sue parole sono immortali ed è bello pensare che questo ottobre Imagine, la sua canzone più celebre, quell’inno all’amore universale, pubblicata nell’ottobre 1971 compia 40 anni. E potremo farle gli auguri per sempre.

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